La “collaborazione” nel lavoro autonomo professionale inserito nell’organizzazione del committente

di Carlo Pisani
Abstract
Il saggio tratta il tema della “collaborazione” dei professionisti inseriti nell’organizzazione del committente. L’Autore critica l’equivoco giurisprudenziale della “subordinazione attenuata” e, richiamando la giurisprudenza costituzionale e l’art. 2, co. 2, D.Lgs. n. 81/15, distingue l’esercizio del potere direttivo dal mero coordinamento. Ciò, al fine di dimostrare che l’inserimento organizzativo di tipo continuativo non genera subordinazione, ma distingue il lavoro autonomo coordinato da quello puro. Infine, l’Autore ritiene che la collaborazione, quale concetto “a geometria variabile”, evidenzi la ricerca di distinti modelli di integrazione della persona che lavora nell’organizzazione altrui, anche nel campo del lavoro autonomo.
The paper critically examines the concept of “collaboration” concerning professionals integrated within a principal’s organizational structure. The Author critiques the prevailing jurisprudential misinterpretation of “attenuated subordination” (so-called soft subordination) and, drawing upon constitutional case law and Article 2, Paragraph 2 of Legislative Decree no. 81/2015, delineates the boundary between the exercise of employer directive powers and mere functional coordination. The core argument seeks to demonstrate that continuous organizational integration does not intrinsically engender a subordinate employment relationship. Conversely, it serves as the essential criterion differentiating coordinated collaboration from self-employment (art. 2222 of the Civil Code). Ultimately, the Author posits that collaboration—understood as a paradigm of “variable geometry”—highlights the doctrinal pursuit of diverse frameworks governing the integration of the worker into a third-party organization, extending even to the realm of self-employment.