Il divieto di discriminazione in materia di lavoro e previdenza tra diritto sovranazionale e normativa interna

di Manuela Surace e Mauro Sferrazza
Abstract
Il presente contributo costituisce la prima parte di uno studio più ampio sui temi del diritto antidiscriminatorio nelle pubbliche amministrazioni.
Il saggio si incentra sull’analisi della disciplina legislativa in materia di discriminazione, che si è sviluppata ed arricchita, sotto lo stimolo degli arresti delle Corti sovranazionali, con il fine di adeguare nozioni e rimedi al mutato contesto economico-sociale.
Si esaminano, attraverso l’analisi della letteratura in materia, sia il processo di “costituzionalizzazione” di nuovi diritti, iscrivibili tra quelli fondamentali, quale conseguenza ed effetto dell’interpretazione giurisprudenziale, sia le nuove sfide al sistema previdenziale e assistenziale, che derivano dall’andamento dei flussi migratori da Paesi terzi e dal principio della libertà di circolazione dei cittadini dell’Unione. Ciò, al fine di evidenziare come si intreccino l’esigenza di tutela delle fasce della popolazione residente a maggior rischio di emarginazione e, dunque, l’opportunità di definire mirate politiche di inclusione sociale, nell’ambito, comunque, di una corretta ed equilibrata allocazione delle risorse finanziarie pubbliche.
Il saggio tenta così di promuovere l’adozione di un nuovo modello di welfare nell’ambito del quale il diritto antidiscriminatorio costituisce la pietra angolare per la costruzione giuridica di una teoria generale proprio a partire dalla dimensione costituzionale, dai principi sovranazionali e dalle norme fondamentali poste alla base del nostro Ordinamento giuridico, con l’obiettivo di evidenziarne la fisionomia caratteristica di un diritto sostanziale, trasversale e transdisciplinare.
This paper constitutes the first part of a broader study on the subject of anti-discrimination law in public administrations.
The essay focuses on an analysis of the legislative framework governing discrimination, which has evolved and been expanded – spurred on by the rulings of supranational courts – with the aim of adapting concepts and remedies to the changing socio-economic context.
Through an analysis of the relevant literature, the paper examines both the process of ‘constitutionalisation’ of new rights—which can be classified as fundamental rights—as a consequence and effect of judicial interpretation, and the new challenges facing the social security and welfare system, arising from migration flows from third countries and the principle of free movement of EU citizens. This is done to highlight how the need to protect sections of the resident population most at risk of marginalisation is intertwined with the need to define targeted social inclusion policies, within the framework, however, of a proper and balanced allocation of public financial resources.
The essay thus seeks to promote the adoption of a new welfare model in which anti-discrimination law forms the cornerstone for the legal construction of a general theory, starting precisely from the constitutional dimension, supranational principles and the fundamental norms underpinning our legal system, with the aim of highlighting its characteristic features as a substantive, cross-cutting and transdisciplinary body of law.