Il conferimento degli incarichi dirigenziali: ancora una conferma sulla natura discrezionale (motivata) del provvedimento di assegnazione

Nota a Corte d’Appello di Roma, Sez. Lav., sentenza 19 febbraio 2025, n. 391

di Giovanni Fiaccavento

Abstract

La nota analizza la sentenza della Corte d’Appello di Roma n. 391/2025, la quale riafferma che il conferimento degli incarichi dirigenziali, nel pubblico impiego contrattualizzato, rientra nell’ambito degli atti di natura negoziale. La discrezionalità che l’Amministrazione può esercitare nel conferimento degli incarichi dirigenziali è soggetta ad obblighi di motivazione e non può essere sindacata nel merito dal Giudice, che può intervenire solo in caso di arbitrarietà e violazione dei principi di buon andamento della P.A., di correttezza e buona fede. La pronuncia chiarisce, inoltre, che il risarcimento è ammissibile solo in presenza di una concreta perdita di chance.

This note examines the ruling of the Court of Appeal of Rome no. 391/2025, which reaffirms that the assignment of managerial positions within the framework of privatised public employment must be classified as a contractual act, rather than an expression of authoritative power.
The judgment emphasizes that the discretionary power granted to public administrations in assigning such roles is not absolute: it remains bound by the obligation to provide adequate reasoning and justification. Judicial review of these acts is therefore limited to cases of arbitrariness or violation of the general principles governing administrative action namely, the principles of efficiency, fairness, and good faith. Significantly, the Court also clarifies that compensation for the non-assignment of a managerial position may only be awarded if the claimant can demonstrate a concrete and provable loss of opportunity.


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