La rilevanza disciplinare della messaggistica whatsapp: un revirement della Corte di cassazione?

Nota a Corte di cassazione, Sez. Lav., ordinanza 31 marzo 2026, n. 7982

di Nicola De Marinis

Abstract

L’autore evidenzia come l’esito della pronunzia della Corte di cassazione, piuttosto che riflettere uno scostamento dall’invalso orientamento, coerente con le pronunzie rese a riguardo dalla Corte costituzionale, per cui la messaggistica whatsapp è strumento di comunicazione assimilabile a corrispondenza privata e, come tale, inviolabile ai sensi dell’art. 15 Cost. e non utilizzabile a fini disciplinari, risulta condizionata dalla peculiarità processuale della fattispecie data dalla mancata impugnazione e, conseguentemente, dal passaggio in giudicato della pronunzia dei giudici di merito, che avevano, al contrario, ritenuto l’utilizzabilità a fini disciplinari del messaggio.

The author points out that the outcome of the Court of Cassation’s ruling, rather than reflecting a departure from established case law – which is consistent with the rulings handed down on this matter by the Constitutional Court, according to which WhatsApp messaging is a means of communication comparable to private correspondence and, as such, inviolable under Article 15 of the Constitution and may not be used for disciplinary purposes, is influenced by the procedural peculiarity of the case in question, namely the failure to appeal and, consequently, the fact that the ruling of the trial judges—who had, on the contrary, held that the message could be used for disciplinary purposes—has become final.


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